Moto & Bici
Appunti di Viaggio

 

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Africa 2002
 

14/02/02

Finalmente si parte! A quasi 2 mesi da quando ho lasciato il lavoro (temporaneamente...forse) sono riuscito in qualche modo a completare la preparazione di questo nuovo viaggio e a trovare il coraggio di riprendere la strada. Di nuovo verso est. Di nuovo attraverso Grecia e Turchia, prima di piegare decisamente verso sud, direzione che manterrò salvo brevi deviazioni, per i prossimi mesi! Costi, burocrazia e problemi organizzativi (non dipendenti da me) relativi al visto libico mi hanno portato a cambiare la prima parte del viaggio. Non più Tunisia e Libia ma Grecia, Turchia, Siria e Giordania prima di mettere finalmente piede sulla meta del mio viaggio: l'Africa!

21/02/2002

Turchia (in una non ben specificata località a 200 km a nord di Izmir) Dopo più di 2000 km dalla
Viaggio in motocicletta: Africa 2002. partenza sono finalmente giunto in Turchia e mi sento quasi a casa! La Grecia dopo 6 giorni e' finalmente alle spalle. Questa volta visto che siamo in pieno inverno ho preferito evitare, una volta giunto a Igoumenitsa, tirare diritto verso l'interno e quindi attraversare le montagne...mi sarei imbattuto sicuramente in qualche tempesta di neve...e poi quella strada l'ho già fatta 4 volte! Da Igumenitza ho puntato diritto verso il Peloponesso per una breve visita a Micene, Epidauro e dintorni...per poi raggiungere Atene dove mi sono concesso due giorni di relax. Da Atene ho proseguito con medie di tutto rispetto per le condizioni climatiche non proprio ottimali (nonostante i due maglioni e la giacca imbottita e i quasi tre pantaloni...il freddo si sente!) e dopo una sosta alle pendici del monte olimpo...(con benedizione degli dei...sotto forma di pioggia...notturna per fortuna) e un altra ad Alessandropoli...eccomi finalmente giunto in Asia!!! Ma non dovevo andare in Africa? ancora qualche migliaio di chilometro attraverso Turchia, Siria e Giordiana....

22/02/2002 Marmaris (Turchia)

Dopo 510 km di cui gli ultimi al buio per il mancato funzionamento del faro anteriore (la lampadina l'avevo comprata proprio in Turchia 3 anni fa!) mi godo il meritato riposo in quel di Marmaris...amena località balneare...di fronte all'isola di Rodi. E fino a qui tutto bene...tranne che sono l'unico "turista" in Turchia!!!!!!!

26/02/2002 Antakya (Turchia)

Dopo quasi 4000 km mi appresto ad entrare in Siria e finalmente ad iniziare questo viaggio. Fino ad ora mi sono limitato a percorrere chilometri e chilometri spesso al freddo e negli ultimi giorni sotto il diluvio universale! Tranne qualche eccezione...la Turchia la conosco praticamente tutta! Sono tornato ad Antakya dopo quasi 6 anni. Nel 1996 era estate e faceva un caldo terribile! Oggi invece fa un freddo esagerato e nelle montagne vicine c'è un pò di neve. Sostituzione lampadina effettuata. Costo? 5.000.000 di lire turche...poco meno di 5 euro!

27/02/2002 Aleppo (Siria)

Dopo 4000 km eccomi giunto in Siria. Tappa breve. Solo 108 km, un chilometraggio che
Viaggio in motocicletta: Africa 2002. diventerà quasi uno standard dei miei giorni in Siria, viste le piccole dimensioni del paese. Domani visiterò il santuario di San Simeone...quello che visse per decenni in cima a dei pinnacoli! Qualcuno si ricorda Brancaleone alle crociate? In uno dei film della serie... vi e' una scena che mostra proprio san Simeone in cima ad un pinnacolo! Per questa sua stravaganza era diventato l'uomo più famoso del suo tempo! Ho ricevuto buone notizie sulla situazione del mio visto per il Sudan. Non so se e' uno scherzo...ma prima di partire ho contattato un sudanese che vive al Cairo...gli ho inviato una copia del passaporto...un piano dettagliato dei posti che ho intenzione di visitare in Sudan...e lui ha avviato tutte le pratiche per il visto. Mi ha scritto che giovedì il mio visto sarà pronto ad Amman, Giordania. Il console e' un suo caro amico...Tra un paio di settimane saprò la verità...Per adesso mi godo la Siria...un mix tra Iran...Pakistan...e non so cosa!

03/03/2002 Damasco (Siria)

Sono a Damasco. Non e' facile trovare un internet cafè qui in Siria, visto che fino a poco tempo fa era vietato. Ho sperimentato due giorni fa l'ospitalità siriana in casa di Abdul. Ero diretto alle rovine di Aphemia...quando vengo affiancato da un motociclista locale...che dopo le solite domande...mi invita a casa sua per la notte. E perchè no? Il giorno dopo mi sono fatto ospitare in un monastero: vitto, alloggio, lavatura, stiratura. Come sempre i monaci si trattano bene!!! All'inizio e' stata una accoglienza fredda! Il "capo" mi ha relegato in una stanza senza illuminazione all'esterno del convento...con bagni senza acqua calda. Poi fratello Antonio...uno dei monaci più giovani (23 anni) mi ha sistemato all'interno del monastero! Salto di qualità notevole. Mi ha detto: se hai bisogno di qualcosa...chiamami al 113!!! Dopo le funzioni e la cena...mi sono ritrovato insieme agli altri ospiti...tutti siriani...fratello Antonio, un altro monaco e un novizio...a cantare canzoni libanesi (io ascoltavo solamente)...in un piccolo salottino...fino alle dieci di sera. Come dire un monastero moderno...uno dei primi posti dove e' arrivato internet in Siria!

 

03/03/2002 Damasco (Siria)

5/03/2002 Amman (Giordania)
Viaggio in motocicletta: Africa 2002.

Eccomi in Giordania!!!! Dopo una visita a Palmira, Damasco e Bursa, dove ho alloggiato nel locale teatro romano trasformato in fortezza dagli arabi, sono giunto ad Amman. Domani vado all'ambasciata del Sudan per fare la richiesta del visto...e che dio, che dovrebbe essere di queste parti, me la mandi buona...Qua internet costa un occhio della testa...e qui mi fermo.

07/03/2002 Petra (Giordania)

Il fantomatico Mr Ismat esiste!!!! E deve essere non poco potente dato che ho avuto il visto in soli 10 minuti...mentre c'è chi ha aspettato quasi 2 mesi qui ad Amman senza concludere niente!!!

11/03/2002 Cairo (Egitto)

Dopo 25 giorni e 6300 km sono finalmente giunto al Cairo, dove avrà inizio la mia transafricana! Il preambolo è stato un pò lungo...forse dovrei cambiare il titolo in trans-euro-asia-africa! Dopo la scarpinata a Petra, ho raggiunto Aqba dove ho preso un traghetto che mi ha portato in Egitto. Arrivo in nottata e dopo le solite formalità burocratiche e relativo salasso monetario sotto forma di balzelli vari e tangenti extra...ho raggiunto un campeggio verso le 2 di notte. 16 Lire egiziane (4 euro) compresa prima colazione. Non male salvo però scoprire il giorno dopo che le lire non erano 16 (sixteen) ma 60 (sixty)!!! Rapida corsa alla polizia turistica e giungo ad un compromesso 25 lire...che mi sa comunque di fregatura. Lasciata la spiaggia mi sono diretto verso il monastero di Santa Caterina...dove ho avuto la folla idea di salire sul monte Sinai: 3000 gradini ad andare e 3000 a tornare! Ancora mi devo riprendere dalla fatica!

12/03/2002 Cairo (Egitto)
Viaggio in motocicletta: Africa 2002.

Giornata movimentata...passata scorrazzando con la moto tra una piramide e l'altra. Spostarsi al Cairo in motocicletta non e' poi così complicato...basta ricordarsi che non esistono regole...o quasi! L'unica regola è fermarsi agli incroci quando il poliziotto di turno intima l'alt...altrimenti si rischia non una multa...ma di essere investiti! Per il resto è meglio cercare di essere più veloci di tutti! Credo ce resterò ancora un paio di giorni al Cairo per riposarmi dopo le prime settimane di viaggio e in vista dell'attraversamento del Sudan!!!!

13/03/2002 Cairo (Egitto)

Hotel Select

Ottavo piano di un edificio in Addly Stree...subito dopo la sinagoga, un vantaggio visto che la mia moto è sorvegliata 24 ore al giorno da un plotone di poliziotti messi a guardia del tempio di dio. Con i tempi che corrono non si sa mai. Il proprietario dell'hotel è un esule palestinese...un vecchio di 91 anni! Non tutti gli ospiti (in particolare quelli di lunga permanenza...quasi fissi) lo sopportano...in particolare per la sua "abitudine" di urinarsi addosso ovunque si trovi...specie nel piccolo ingresso dove ormai ha definitivamente segnato il pavimento di legno con un ambigua macchia! A parte qualche immancabile giapponese (ma quanti sono?), gli altri frequentatori della pensione sono qui da mesi! Qualche rifugiato palestinese...qualche libico...e Gabriella una ragazza rumena che lavora al casinò...il tutto gestito magistralmente da Hussein...un neolaureato in economia che si adatta...in attesa di miglior fortuna...a mandare avanti la pensione per 200 lire egiziane al mese (50 euro)...con l'aggravante del centenario incontinente! Un posto fuori dal mondo...che mi mancherà.

14/03/2002 Assuit (Egitto)

Sorvegliato speciale I

Speravo di compiere il tratto tra Il Cairo e luxor in 2 0 3 rilassanti giorni attraverso la rigogliosa campagna egiziana strappata al deserto grazie alle acque del Nilo...e invece. Dopo un centinaio di Km dal Cairo ho avuto la spiacevole conferma che non si può viaggiare da soli fino ad Aswan. Bisogna essere accompagnati dalla polizia...e così e stato. In alcuni tratti sono stato scortato anche da due macchine (per non parlare poi del blindato con tanto di mitragliatore sul tetto) che si facevano largo nel poco traffico dei villaggi attraversati, a suon di sirene! Situazione comico-imbarazzante! Mi hanno scortato fin nell'ostello dove staziona permanentemente una macchina della polizia. Ad un passaggio a livello chiuso, poco prima di giungere all'ostello, quattro poliziotti armati di mitragliatore sono scesi dalle due auto per controllare meglio la situazione. Zona di integralisti dicono. Dopo la strage di turisti a Luxor di qualche anno fa e conseguente crollo del numero di visitatori, le autorità non vogliono correre rischi! Non mi resta che raggiungere al più presto Luxor dove sarò nuovamente "libero" prima di riprendere la strada per Aswan...di nuovo in compagnia della polizia...che quando serve non c'è mai! come ad Amman quando qualcuno si è divertito durante la notte a staccare il tubo della benzina dal serbatoio della moto. Il giorno dopo l'ho trovata pericolosamente sospesa su un lago di "super"...fortuna che nessuno ha fumato in zona e che mi ha fatto quello scherzo si è dimenticato della riserva!

16/03/2002 Luxor (Egitto)

Sorvegliato speciale II

Ieri alla scorta obbligatoria mi è toccato pure sopportare la penosa litania di un anziano
Viaggio in motocicletta: Africa 2002. graduato della polizia, che ho dovuto portarmi dietro come passeggero mentre mi recavo in visita al tempio di Seti I ad Abydos. Il tizio senza la minima vergona mi ha chiesto insistentemente 20 lire egiziane! Alla fine visto il mio rifiuto e sceso a 5 (1 euro= 4 lire)! che io non gli ho dato! E dire che in mattinata un ufficiale della polizia mi ha offerto la colazione ...poche piastre...ma basta il pensiero.

18/03/2002 Aswan (Egitto)

Sono arrivato ieri...in testa all'ennesimo convoglio. Data la mia velocità di crociera, la polizia ha deciso di lasciarmi andare da solo durante il cambio delle auto di scorta e durante le soste per il pranzo. Mi avrebbero raggiunto in pochi minuti! Resterò ad Aswan fino a lunedì prossimo quando prenderò il mitico traghetto sul lago Nasser, che dalla High Dam arriva dopo 18 ore di navigazione arriva a Wadi Halfa, Sudan. Ho iniziato la prima parte del viaggio con un traghetto per la Grecia....la seconda con un traghetto dalla Giordania per l'Egitto (per by-passare Israele)...e adesso la terza...la più difficile.
22/03/2002 Aswan (Egitto)

Sesto giorno ad Aswan!!! Dopo la visita in minibus ad Abu Simbel, quella in barca al tempio di Philae e all'isola di Elefantina, e altre in meno noti luoghi, non mi è rimasto altro da fare che passare il tempo nel suq! Sono ospite fisso di Abdu, commesso in una gioielleria. Parla abbastanza bene l'italiano e ne approfitto per farmi dare qualche lezione di Arabo. E siccome l'ospite è sacro, ci scappa pure pranzo e cena...qualche volta. Etiopia, Axum, i pneumatici sono messi male ma reggeranno fino in Sud Africa!
 

04/04/2002 Khartoum (Sudan)

Dopo 10 giorni di inenarrabili peripezie, tra cui 400 km in pieno deserto...percorsi sui "binari" della ferrovia, sono riuscito a raggiungere Khartoum! Mai attraversare il deserto con un "chopper" con pneumatici vecchi di 20000 km (usati nei precedenti viaggi in Pakistan e India)! I pneumatici li cambierò in Sud Africa, dopo altri 20000 e passa Km, su consiglio della locale polizia stradale!

07/05/2002

Dopo gli ultimi problemi verificatesi con INWIND e con gli internet cafè locali ho deciso di limitare l'aggiornamento a poche info: "Sento strani rumori provenire dal posteriore della motocicletta....sono quasi 3000 km che guido su pessime strade...prima 400 km quasi sui binari della ferrovia in pieno deserto del Sudan...poi 400 km tra Sudan ed Etiopia di sterrato, sabbia e pietre...poi altri 2000 km di mulattiere con in più per 100 km l'aggravio di un passeggero, guardia armata, necessaria per la visita del Simien National Park in Etiopia. Mi fermo per controllare e noto che il telaio ha completamente ceduto in un punto...realizzerò presto che la situazione è ben più grave! ho lasciato da 1 km un centro abitato...torno indietro...parcheggio la moto e sella e bagagli finiscono a terra: la moto si divide in due! Ho la febbre da due giorni e non ho mangiato...folla di persone i
Viaggio in motocicletta: Africa 2002.ntorno...chi perende una borsa, chi un'altra, chi la tenda, chi il casco, chi un paramani....la motocicletta sta andano letteralmente a pezzi!!!!! Proviamo a spingerla a motore acceso verso un'officina...la ruota trancia alcuni fili e il motore si spegne! impossibile spingere...noleggio un carretto con asino (mio malgrado)...vedo allontanare bagagli e motocicletta...non ho la forza di seguire la folla...noleggio altro carro...folla di curiosi mi segue...mi sembra di essere il papa in processione...alla fine ritrovo tutti i vari pezzi nell'officina! dove la moto viene riparata e rinforzata con qualche saldatura e qualche pezzo di ferro! resisterà fino in Tanzania dove dopo altri 500 km di sterrato kenyano il telaio cederà in posizione diversa...anche stavolta saldato e rinforzato!"

12/05/2002 Dar Es Salaam (Tanzania)

14/05/2002 Zanzibar(Tanzania)

17/05/2002 Zanzibar (Tanzania)

Dalla Russia con disperazione
Viaggio in motocicletta: Africa 2002.

In questi giorni di relax a Zanzibar mi ritornano in mente episodi del viaggio fin qui vissuti. Ricordo in particolare di una russa incontrata ad Aswan la sera prima di partire per il Sudan. Ricordo che era diretta a Karthoum per rapire la figlia di otto anni che viveva con il suo ex-marito!!! Il peggio e' che era completamente al verde...e a chi va a chiedere aiuto? Su altre strade avrei anche potuto cedere alla richiesta di un passaggio...ma da Wadi Halfa a Kathoum ci sono almeno 600 km di deserto...di cui i primi 400 km sono deserto puro...non un solo villaggio...un'oasi...niente di niente!!!!

31/05/2001 Tete (Mozambico)

Dopo dieci giorni passati in Malawi sono arrivato in Mozambico.

07/06/2002 Harare (Zimbabwe)

18.000 km dalla partenza!!!!!!
Data la svalutazione monetaria...in 6 giorni ho speso circa 30 euro!

25/06/2002 Cape Town (Sud Africa)

130 e dispari giorni, 21.000 km, 14 paesi, 3 continenti...l'avventura sembra finita?? e se tornassi inCapo di buona speranza Europa via terra, attraversando nuovamente l'AFRICA??????
 

15/07/2002 Cascate Vittoria (Zambia)

Dopo aver riparato l'alternatore a Windhoek, eccomi in Zambia...sulla via del ritorno

18/07/2002 Lubumbashi (DR Congo)

Tutto sembra procedere per il meglio...ma la strada per Kinshasa non promette niente di buono!

22/07/2002 Lusaka (Zambia)

Espulso dal Congo come soggetto indesiderato...mi appresto a vendere la moto e a rientrare in Italia

Lusaka 26 Luglio 2002

Un uomo si avvicina alla moto. Mi domanda incuriosito di avviare il motore. Svogliatamente lo accontento. Una leggera pressione sul pulsante di start e il piccolo monocilindrico miracolosamente comincia a girare. L'insolito cliente, in questo surreale mercato dove mai avrei immaginato di improvvisarmi commerciante, non riesce a dissimulare un'espressione di meraviglia e soddisfazione, e dopo aver inutilmente cercato l'avviamento a pedale, mi domanda di accelerare. Controvoglia do gas. Un boato cavernoso, fuoriesce dal tubo di scarico consumato dall'umidità, e ridotto ormai ad inutile ornamento. L'uomo alludendo al boato di cui non intuisce
Viaggio in motocicletta: Africa 2002. il vero significato, sorride compiaciuto. Scarico made in Africa, sarei tentato di dire ripensando agli innumerevoli sassi delle mulattiere etiopiche, che l'hanno letteralmente sfondato in più parti, fortunatamente non visibili a gli occhi inesperti dei miei squattrinati clienti. Mi chiede a quanto la vendo e io gli rispondo non meno di 1300 euro, lasciando margine ad un improbabile contrattazione. Apparentemente il prezzo è adeguato, ma l'uomo mi saluta e scompare nella folla. La scena si ripete con poche variazioni ormai più volte al giorno, da quando, circa una settimana fa, cacciato dalla Repubblica Democratica del Congo, ho deciso di vendere la moto senza fortuna e rientrare in Italia. Lo Zambia, reddito pro capite annuo di 300 euro, minacciato da una grave carestia destinata ad aggravarsi con l'esaurimento degli aiuti internazionali, non è sicuramente il posto migliore per concludere affari. Le alternative non sono molte. Avrei dovuto vendere la moto a Lubumbashi, Congo, magari a quel somalo che parlava anche italiano, o meglio a quel commerciante, venuto dalla lontana Mbuji-Mayi, fin lì proprio per acquistarne quattro. Avrei potuto fargli un prezzo migliore, ma rapito dai racconti del gestore dell'albergo in cui alloggiavo, favoleggianti di una mitica città, Mbuji-Mayi, una sorta di eldorado per le due ruote, comprate a suon di migliaia di euro, o barattate con prodotti locali, come i diamanti, avevo rifiutato la sua offerta insolitamente generosa. "Soldi sporchi", mi ero detto pensando alla guerra civile che vede contrapposte le forze del figlio del defunto presidente Kabila a quelle dei ribelli del Congolese Rally for Democracy. Una guerra in cui sono coinvolti, a supporto dell'una o dell'altra parte, molti degli stati confinanti e non, tale da essere detta da alcuni storici come la prima guerra mondiale africana. Una guerra per il controllo delle immense risorse del paese, che ha già causato milioni di morti lugubremente accompagnati dall'indifferenza degli stati occidentali e dal silenzio dei nostri mass-media. Una guerra che vede compiersi inimmaginabili orrori evocati dai racconti dei sopravvissuti. Accantonata l'alternativa angolana, probabilmente via verso il nord Africa più sicura di quella che passa per le foreste del Congo, mi sono ritrovato in Katondo street, Lusaka, tra venditori di cellulari, cambia valute, prostitute, ambulanti, mendicanti, e quant'altro la miseria umana è in grado di produrre, a vendere la mia fedele compagna di viaggio. Non è stato troppo difficile giungere fino a qui. A parte le rotture del telaio che hanno animato per qualche ora assonnati villaggi, l'abbandono dell'alternatore costatomi una notte sotto le stelle nel nulla apparente del paesaggio namibiano, sorprendentemente affollato da sciacalli incuriositi dalla mia tenda e dal suo contenuto, e qualche attacco acuto di diarrea, tutto si è svolto regolarmente. Finanche l'attraversamento del Sahara, sebbene la moto fosse tra le meno adatte e non certo aiutata dall'usura delle gomme già utilizzate nei precedenti viaggi in Pakistan (1999) e in Nepal (2000), e sostituite solo a Città del Capo, su consiglio della locale polizia stradale, si è risolto senza inconvenienti tra lo stupore di occasionali compagni di viaggio forniti di ben altra cavalcatura. Quasi 6 mesi e 27.000 km attraverso 3 continenti e 17 paesi: Italia, Grecia, Turchia, Siria, Giordania, Egitto, Sudan, Etiopia, Kenya, Tanzania (Zanzibar), Malawi, Mozambico, Zimbabwe, Sud Africa (Città del Capo), Namibia, Zambia, DR Congo e ancora Zambia. Una cavalcata incosciente attraverso il continente africano, in compagnia di una variopinta umanità che mi ha accolto, sfamato, incoraggiato, fregato, minacciato, salutato e il cui ricordo renderà probabilmente meno duro il ritorno all'assurdità della mia "vecchia" vita. Mesi di viaggio che hanno consunto ciò che sono stato, in una sorta di reincarnazione giornaliera verso l'ambito nulla di un nirvana. Valida terapia ad una sofferta esistenza, come una droga di cui accuso i primi sintomi di assuefazione, il viaggio mi ha condotto ad un punto al di là del quale non intravedo ritorno. Vorrei lasciarmi andare, spingermi oltre; sparire senza lasciare traccia in qualche angolo sperduto del pianeta, in paziente attesa della definitiva liberazione. Un indefinibile istinto di sopravvivenza ancorato alla "normalità" in cui sono nato, mi trattiene. Chiudo gli occhi e avverto il vento caldo dell'Africa avvolgermi come il respiro di un inseparabile compagno, e mi sembra di sentire sussurrare..."quando vorrai tornare…troverai sempre un volto amico ad aspettarti".


27/07/2002 Lusaka (Zambia)

This is the end

motocicletta venduta (900 euro)...questa notte ho un volo per Napoli...via Londra...

 

 

 

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