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2.1.09 ore9:34
titolo: "e bello il camper, ma in due!"
E' il secondo giorno di viaggio e siamo riusciti a superare indenni
la prima nottata...e gia qualcosa! Ieri ci siamo fermati a dormire
sulle rive del lago Lanalhue, vicino Canete: il lago molto bello, ci
sono moltissimi uccelli acquatici e anche piccoli falchetti... la
cosa traumatica e stato il caos mostruoso dovuto alla festività del
primo gennaio. Della serie "anche il cileno va in vacanza". In
qualunque angolo ci fermassimo col camper c'erano gruppi numerosi di
gente accampata in ogni modo: chi in tenda, chi con teli
improvvisati, chi con furgoncini carichi di gente e materassi, con i
furgoni "escolares" o i "micros" riadattati e riempiti fino all'orlo
di bambini, vecchi, ceste di vimini stracolme, coperte di lana,
bracieri, legna e naturalmente con la musica a tutto volume... prima
di arrivare al lago abbiamo costeggiato un fiume: nelle piccole
pozze la gente nonostante il freddo era impegnata a fare i tuffi e
piu avanti si sono accampati con le tende sulle sponde sabbiose, tra
le mucche che ruminavano tranquille a le rotaie polverose alle
spalle. Siamo passati a Canete solo di sfuggita, la tipologia delle
cittadine cilene purtroppo non offre molto: le solite case
legno-lamiera senza nessun accenno di architettura e una piazza ai
soliti noti cileni... O'Higgins, Prat, Pedro de Valdivia. Inoltre
tutto era chiuso, con l'atmosfera post-atomica che abbiamo trovato
spesso in tutti i paesini, uno pi anonimo dell'altro. Purtroppo era
chiuso anche il museo Mapuche: tutti i cileni indistintamente dicono
che da Concepcion in giù e solo terra di mapuche, e in effetti
cambia un pò anche la fisionomia della gente, più scura, più
semplice, più colorata, più contadina.
Nel pomeriggio ci siamo rifugiati nel primo camping che abbiamo
trovato:dopo due minuti eravamo pentiti. Ci siamo guardati in faccia
e ci e sembrato di essere precipitati in costiera: ci mancava che si
sentisse solo "scalea, scalea, o come m'arrecrea...." e poi eravamo
nel pieno del caos estivo partenopeo.... stipati con le tende, le
brande, i tendoni, le coperte, i bracieri hanno continuato ad ardere
fino a notte fonda, brindisi, musica, bimbi che fino al tramonto
stavano nell'acque chi in costume, chi in mutande, chi vestito... e
scattando le foto al tramonto sul lago ne ho fatta una a un soldo di
cacio che sbirciava ridendo alle mie spalle e mi chiamava " una foto
al grande futbolista, favor!!".
Nonostante il caos pero non e andata male e sopratutto varrebbe la
pena di viaggiare qui anche solo per il paesaggio che ci ha
accompagnati tutto il giorno... a volte la strada e solo una linea
lunga lunga che i perde in mezzo a dei toni di verde brillante che
sono stupendi. Poi in questo periodo la natura sta esplodendo, ci
sono moltissimi fiori e le piante hanno quel verde chiaro chiaro di
quando germogliano.... i campi sono tutto un mix di colori con
mucche e cavalli che si riparano sotto grandi piante di salice a cui
hanno tagliato le fronde più basse e che sembrano degli ombrelloni
giganti.
Ci siamo rimessi in cammino verso Pucon.
Il "titolo" di questi primi appunti? provate a stare 24 ore su 24
con due figli in un camper e poi capirete....
Per arrivare a Capitan Pastene ci sono circa 25 km di strada
sterrata! Decidiamo di tornare all'interno verso Los Sauces e poi
arrivarci passando per Lumaco.
3.1.09 ore 9:20am
...Pucon e ancora lontana, ieri ce la siamo presi comoda. La mattina
siamo andati a Puren, un piccolissimo paese in cui stranamente
l'atmosfera ci e sembrata più viva che in tanti altri posti. C'era
gente in giro e nei negozietti, ci siamo fermati a comprare ciabatte
per la doccia per tutti e provviste di pane e frutta: i prezzi sono
identici a quelli di Concepcion ma qui ti viene proprio da
domandarti come possano permetterseli...
Abbiamo fatto la fermata del pranzo in un'area pic-nic lungo un
fiumiciattolo, all'ombra dei salici-ombrello, e una volta ripreso il
cammino ci siamo fermato a fotografare sulle strada un inaspettato
passante: trotterellando sulle punte il signor maiale attraversava
col suo seguito: moglie e due figli...."anche i maiali vanno in
vacanza!"
Dopo aver chiesto varie volte indicazione ci siamo diretti verso
Capitan Pastene, la roccaforte degli italiani, la cittadina fondata
dal niente dai coloni italiani emigrati in Cile nel secolo
scorso.... avevamo chissa quale idea di questo posto ed e stata
veramente una delusione: il posto di per se e ancora più anonimo a
"abbaraccato" di quelli visti finora, alcuni strade con nomi
italiani (Roma, Dante, Giuseppe Mazzini che e diventato Jose!!!), un
mulino e un negozio di prosciutti che portano le insegne di un tempo
migliore. La proprietaria del negozio di prosciutti (che all'interno
e tenuto con molta cura), figlia di emigranti modenesi, e una
donnetta minuscola, non parla un'acca di italiano e non e mai
tornata in Italia; mi ha raccontato che la generazione precedente ha
ancora nostalgia delle origini, ma i giovani, nonostante imparino
l'italiano nella scuola, stanno perdendo l'identità italiana e ormai
ne portano solo il cognome, a volte nemmeno più quello: i cognomi
italiani col tempo stanno cambiando, perdono le doppie, si
"cilenizzano". E l'impressione che si ha visitando Capitan Pastene e
che in un paesino cosi "stanco" e impoverito difficilmente potrà
tornare forte l'interesse per le origini e per l'Italia. Siamo
"scappati" nuovamente verso Lumaco e poi in un paese minuscolo, Chol
Chol, tutto un programma! I carabinieri a cui abbiamo chiesto
informazioni su un campeggio volevano "scortarci a destinazione" ma
bene o male siamo riusciti a trovarlo da soli: in pratica c'e una
grandissima area custodita che costeggia il Rio Chol Chol,
probabilmente comunale, che viene usata come area campeggio o
pic-nic. E' molto grande, in parte sabbiosa e in parte alberata. La
nostra migliore idea e stata quella di cercare un posto li dove
fermare il camper. Le mie ultime "parole famose" sono state "andiamo
a parcheggiare li, vicino a quell'alberello...." e dopo aver detto
questo ci siamo trovati col camper sprofondato nella sabbia senza
riuscire a muoverci!!! Nel giro di cinque minuti eravamo attorniati
da un gruppo di ragazzi che si e messo a scavare per fare un varco
nella sabbia alle ruote. Dopo un OOOH-ISSA generale e una bella
spinta collettiva il camper e uscito dalla duna lasciando due grossi
segni sulla sabbia!...Ah, dimenticavo... in tutto questo trambusto
io stavo cucinando e al momento dell'OOOH-ISSA assistevo alla scena
con una pentola di acqua bollente tra le mani... pronta a buttare la
pasta!!
Nonostante l'inizio burrascoso, la musica notturna e il fatto di
essere senza corrente, siamo riusciti a far passare un'altra
nottata... l'"insetto scoppiettante" ha vinto anche questa volta!
3.3.09 ore 20.10
In mattinata tra uno scossone e l'altro abbiamo ripreso il cammino,
solo pochi chilometri, da Chol Chol a Temuco: cittadina un pò più
grande, simile a Concepcion, forse migliore sotto il punto di vista
dell'impatto visivo, le case più curate o con un minimo di idea
estetica. Ci siamo fermati in un supermercato a comprare pane
fresco, fuori erano parcheggiati gli immancabili cavalli con
relativo carretto e "caballero" con cappello da pistolero, e un pò
di camionette e furgoncini pieni di gente all'inverosimile: su una
di queste si era anche iniziato un banchetto al volo! Come ogni
volta che ci fermiamo da qualche parte, attiriamo gli sguardi di
tutti con la nostra "casa rodante" e questo ci mette sempre e un pò
a disagio, e difficile comportarsi normalmente con gli occhi di
tutti che ci seguono passo passo. Infatti una passeggiata alla Feria
Libre e risultata un'impresa ardua con la macchina fotografica in
bella vista: al nostro passaggio qualcuno ha cominciato a passar
parola "manana llueve"(domani piove).... della serie o i cileni
hanno un sesto senso particolare per la metereologia (non c'era in
cielo nemmeno una nuvola minuscola!!) o hanno pensato qualcosa del
tipo !cavoli, passa un turista, domani piove!" come per un evento
raro o, terza ipotesi presa seriamente in considerazione, e un modo
più rapido per passarsi parola tra venditori e trasmettersi messaggi
del tipo " polli da spiumare in arrivo!!"...
...altri poi tentano l'approccio allo straniero e ti salutano in
inglese, forse covinti che siamo americani "del nord".
Comunque la Feria Libre non ha nulla di particolare, pensavamo di
trovare piu cose artigianali ma i banchi epongono per lo piu frutta,
verdura e cineserie da due soldi. L'unica cosa che si nota sono le
briglie dei cavalli, i cappelli con la falda, le selle e altri
oggetti di questo tipo.
La seconda meta del pomeriggio abbiamo percorso la strada che ci
separava da Villarrica, posto famoso per il suo vulcano e per il
lago omonimo. Per tutto il tragitto si e di nuovo immersi nei colori
dei campi che vanno dal giallo intenso del grano al verde,
all'arancio scuro, il tutto contornato da alberi che si stagliano
contro un cielo azzurro intenso.... ogni metro percorso meriterebbe
di essere immortalato, c'e una varietà di colori che toglie il
fiato! Avvicinandosi a Villarrica, tra gli alberi, fa capolino il
vulcano, con la sua cima innevata, ad ogni chilometro e sempre più
maestoso, spicca da solo al di sopra delle basse collinette che ha
accanto. Siamo passati un po velocemente nella cittadina ma e molto
carina, un posto abituato ai turisti con, ad ogni angolo, almeno un
"hospedaje", un affittacamere o hostal, gente che ti chiama dai
bordi delle strade per farti affittare stanze per la notte o "cabanas",
casette in legno. Abbiamo anche intravisto bancarelle di vestiti
tradizionali, maglioni in lana tipici dei mapuche, cappelli e ceste
di vimini. Ora siamo in campeggio, il camping "los castanos": sembra
un piccolo paradiso, tranquillo, pieno di fiori, i bimbi stanno a
giocare ne prato e hanno fatto amcizia con un "vicino" di
piazzola... un pò di pace! Domani giornata di riposo, giro in città
e calma assoluta: ce la meritiamo!
4.1.09 ore 16.00
La giornata di riposo e diventata una giornata di penitenza con i
due lagnosi che non riescono a stare tranquilli nemmeno dieci minuti
da soli!! Ora andiamo a dare un'occhiata al centro città e magari
cerchiamo qualche informazione su come arrivare al vulcano e sui
sentieri che si possono fare. Ieri sera abbiamo conosciuto una
coppia di svizzeri in pensione che girano con un 4x4 tutto
organizzatissimo... da svizzeri appunto! non abbiamo ben capito se
hanno gia girato il sud ma dicono che non amano le strade
disconnesse.... comunque ci hanno dato qualche consiglio su brevi
camminate nel parco che circonda il vulcano.
5.1.09 ore 7.30 a.m.
Siamo gia in cammino. I bimbi dormono ancora nonostante gli scossoni
della strada: ci siamo resi conto che con i nostri ritmi e difficile
metterci in marcia presto la mattina e sfruttare meglio le
giornate... ieri siamo riusciti a ravvivare la giornata con un
gelato e una "gita" in barca sul lago: tutti imbardati coi
salvagenti abbiamo fatto il giretto del lago con il guidatore che ci
raccontava man mano un pò di storia di Villarrica, di Pucon, del
patto tra i mapuche e i cileni... interessante.
La vista del vulcano innevato dal lago e un'altro spettacolo molto
bello da vedere: da cartolina! In tutti i chilometri percorsi in
paesaggi incantevoli che si espandono a perdita d'occhio ci ha
accompagnato un cielo di un azzurro spettacolare, te lo senti
immenso sopra la testa!
Questa mattina purtroppo invece il cielo e grigio, temiamo cominci a
piovere, nonostante la proprietaria del campeggio ci abbia ribadito
che nel pomeriggio tornerà il sereno: speriamo! Il campeggio che
abbiamo appena lasciato era un angolino di relax incredibile, oltre
ad essere economico da morire (1500$ a persona!) e pulito... ci ha
anche regalato la lampadina che abbiamo preso in prestito ieri!
Al momento la destinazione di oggi e ancora ignota: se il tempo
continua ad essere brutto forse non ci arrischiamo ad andare al
vulcano... per ora ci dirigiamo verso Pucon dove ci fermeremo a fare
colazione, provviste e decidere sul da farsi.
6.1.09 ore 11 a.m.
Stiamo uscendo da un altro campeggio diretti all' "ojos de caburga",
gli "occhi" del fiume caburga, il punto in cui il fiume forma delle
cascate e si butta in una specie di buco sparendo nella terra.
Ieri il tempo e rimasto costantemente nuvoloso, ci siamo diretti
ugualmente al vulcano facendo una parte di strada sterrata
all'interno del Parco Nazionale Villarrica: tutto uno scossone con
matti che ci sfrecciavano accanto sollevando nuvoloni di polvere.
Siamo arrivati e lo spettacolo era abbastanza deludente, tutto
nebbia, nessun panorama da vedere, solo bianco e umido: anche il
vulcano era completamente inghiottito dalla nebbia. Abbiamo
aspettato dentro il camper, abbiamo pranzato, abbiamo visto arrivare
parecchie macchine e da ognuna scendevano immancabilmente persone
vestite da mare che cominciavano a battere i denti appena aperto lo
sportello, si precipitavano sul bordo del "miravista", si mettevano
in posa per una bella foto con sfondo "nulla" e si chiudevano di
nuovo in macchina per ripartire in tutta fretta: il senso? non
l'abbiamo capito!
Alcuni hanno azzardato due passi verso il sentiero che porta alla
cima del vulcano per rientrare subito dopo; altri, in un attimo in
cui si e diradata la nebbia, si sono messi a fotografare un lago in
lontananza convinti fosse il lago Villarrica, senza accorgersi che
il vero lago era molto più grande, molto più vicino e sopratutto
completamente invisibile a causa della nebbia! Noi abbiamo assistito
a tutto questo seduti al tavolino, nel camper, passando il tempo tra
frutta e panini al formaggio.... anche se tra i bimbi che rompevano
e la nebbia fuori sembrava di essere precipitati in "shining" e ci
si poteva aspettare uno scoppio di pazzia! Comunque, a un certo
punto abbiamo deciso di provare lo stesso a fare due passi: ci siamo
infagottati stile Messner, sciarpe cappelli e piumini, (Andrea era
un misto tra l'omino Michelin e Armstrong sulla luna!) e appena
siamo stati fuori ha cominciato a piovere.... noi, imperterriti,
abbiamo resistito e accennato una arrampicata: dopo meno di cinque
minuti stavamo correndo al riparo zuppi fino alle mutande! Ebbene
si, abbiamo rinunciato e tra uno scossone e l'altro l' "insetto
scoppiettante" e sceso dalla montagna in mezzo alla nebbia fitta,
circondato dal bosco che sembrava irreale, in ogni caso n bellissimo
spettacolo!
Siamo andati in cerca di un camping, abbiamo seguito una serie di
cartelli che pareva finire in niente in messo alla boscaglia e dopo
una ripida discesa piena di foglie umide ci siamo ritrovati in un
bosco bellissimo, molte varietà di alberi, qualche coniglio che
scappava spaventato... stupendo! .... anche il proprietario era un
pò in clima.... avresti pensato che potesse addormentarsi ogni tre
parole!
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